Corradi Cristina, La felicità di Alice è viola e bianca

Corradi Cristina, La felicità di Alice è viola e bianca

Prodotto nr.: AD939
Paghi solo: € 15,00

È una favola suddivisa in capitoli brevi: Prefazione, La schiuma, I cioccolatini, Il mio migliore amico, Ines, Una favola di Ines, Il papà, Le bambole, Il mare, La mantella, Nevica, Il bagno, Il temporale, La torta, Le lune, Il minestrone, Santa Lucia, Le nuvole.

Una favola con un finale aperto, affidato alla fantasia del lettore.

Alice è una bambina di cinque anni ed ha una mamma bellissima che profuma di viole. Sua mamma fa il mestiere più antico del mondo ma la piccina non lo sa, perché il suo amico immaginario Tommy, le dice che di notte va a coprire i vecchietti che dormono sotto i ponti e a dare da mangiare ai gatti che miagolano sotto la luna. Alice ha paura del buio, ha paura che ingoi sua madre per sempre ed è per questo motivo che quando fa il bagno si fa aiutare da Tommy a lanciare la schiuma nel cielo: per quella notte sarà tutto bianco. Alice non ha il papà, sa solo che ha gli occhi verdi ed i capelli biondi e lei guarda tutti i papà con queste caratteristiche, specie quello della sua amica Giulia che quando viene a prendere la figlia a scuola le fa il solletico sulla pancia, facendola ridere. Lei pensa che i papà servano a questo: a farti ridere. Alice non ha mai visto il mare e lo dipinge d’argento con dei piccoli fili verdi, come la risaia che vede con Ines, la sua vicina di casa. Alice non ha nemmeno il cappotto ma una mantella  di lana, tutta colorata che Ines tutti gli anni le allunga rendendola nuova, aggiungendo un bordo diverso. Tommy è con lei sempre, le basta un battito di ciglia per vederlo, è il suo migliore amico, ma anche fratello e padre. È con lui che vive il mondo dell’infanzia, un mondo magico in cui grazie all’immaginazione si può dimenticare la povertà, l’emarginazione, la violenza. Nel corso del racconto anche il lettore dimentica e viene trascinato nel lettone della mamma di Alice, quando la bambina le racconta una favola facendosi inondare di baci o per le vie nelle sere d’estate a contare le lune o a guardare il diavolo che arriva in carrozza durante il temporale; anche il lettore vede la torta di Ines che salta e rimbalza perché le uova sono impazzite… Certo, Alice è povera, le sue bambole sono di stoffa, non si muovono, non ridono, non piangono ma ha la ricchezza dell’immaginazione. Alice sogna, s’incanta. Incantarsi ed immaginare forse è ciò che manca a tanti nostri bambini, precocemente circondati dai sempre più sofisticati strumenti tecnologici. Albert Einstein ebbe a dire che “ Il vero indicatore d’intelligenza non è la conoscenza, ma l’immaginazione” …è anche questo che Alice vuole dirci.

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