Fabiano Cuttone Fulvia Maria, Nel vociare nella mischia - poesie e momorie a cura di Sebastiano Cuttone

Fabiano Cuttone Fulvia Maria, Nel vociare nella mischia - poesie e momorie a cura di Sebastiano Cuttone

Prodotto nr.: AD241
Paghi solo: € 15,00

Questa silloge edita di poesie e memorie dal titolo “Nel vociare nella mischia” realizzata dal marito Dr. Sebastiano Cottone, mancolista d’eccezione, in memoria della moglie Prof. Fulvia Maria Fabiano, contenete 123 liriche e molte fotoricordo, con la Prefazione di Marcello Proietto di Silvestro, è molto esemplare e significativa.

Presentare un volume come questo è sempre arduo e lo è sempre di più in questo caso, per il dominante torrente di idee e desideri che irrompono in queste pagine con grande forza di esistere di per sé, da richiedere una presentazione ed interventi critici di persone qualificate.

Al di là delle valutazioni su limiti e pregi che possono essere sempre di soggettività, bisogna far rilevare un fatto evidente e decisamente oggettivo, che la cosa nuova di questi versi è: sia formale che pertinente al fondamento. Dalla sua penna e dal suo più profondo dell’anima sono sgorgate parole dolci e profonde, sollecitatele dalla Musa Erato, e la Fabiano è una persona pura come una colomba, docile verso tutti i suoi cari che cita nelle sue liriche, dimostrando di essere una donna ancestrale; e scopriamo delle doti nascoste nei suoi scritti e ci riempie di gioia, riuscendo di darci una miscellanea di stati di umore, sensazioni, ricordi melanconici e nostalgici di un passato assai lontano. E’ molto bello capire il suo reale racconto contrario alla rassegnazione, perché nonostante i suoi affanni riesce a mettere fuori dal suo cuore, delle liriche importanti, scoprendo un lato così profondamente nobile della stessa, ed ha fatto bene il marito di pubblicarli per renderla immortale, dando ai posteri la possibilità di venirne a conoscenza. Nel suo interno dell’elemento immortale degli Umani e dal profondo del suo cuore, c’era nascosto il sogno di una speranza, perché tutti siamo venuti al mondo per un esito ben definito, già alle origini del Mondo, perché la nostra funzione sta nel raggiungere un risultato positivo nel cercare e dedicare la nostra totale possibilità di rapporti con la realtà materiale, in modo tale da sentirci completamente appagati e farsi forza, imporsi a lottare assieme contro le ostilità della vita, perché è il compito di tutti gli “Umani”. Spesso basta un niente per cambiare molto, qualche sorriso che è una cosa potentissima, perché la speranza è l’ultima a morire. La Fabiano con stile sobrio si esprime nelle liriche di questa silloge, che sono intense di fantasia, profondo vigore di concetti, cariche di pensieri, la cui grande bellezza è piena consapevolezza nel loro modulo naturale di fare versi con compattezza. La scorrevolezza e le espressioni letteralmente perfette del suo dire poetico, hanno un atteggiamento di severa e maestosa dignità sull’attenzione dei fruitori, con gli spaziosi e riverenti ricordi d’immagini e con il carattere scevro di ogni forma di eccesso del sentimento, che s’intravede autorevole sotto la gentilezza della parola. Non vi è limite negli effetti dell’essere della vita quotidiana, se ciò rappresenta il filo conduttore poetico di un pensiero che, come magma interiore è pronto a sbottare e si fa linguaggio, ed i versi affondano con intensità nella veridicità della comunicazione collettiva.

 

Pietro Fratantaro

 

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