Motta Giuseppe, Orizzonti di silenzio

Motta Giuseppe, Orizzonti di silenzio

Prodotto nr.: AD712
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Nelle poesie di Giuseppe Motta emerge il senso della vita, inteso nelle valenze dell’uomo che cerca di essere presente a se stesso, nella operosità quotidiana, nelle esperienze maturate, nelle speranze sospese ad un felice futuro.

Il poeta propone l’idillio della coscienza con l’io pensante, nella ricerca dei valori che nobilitano, nell’accettazione del lavoro proficuo, nella effusione alla fede cristiana.

I valori implicano la felicità intesa come amore al fratello, come offerta di sé agli altri, come mano che si apre all’amicizia sincera.

La tematica di Giuseppe Motta prende rilievo anche dagli aspetti agreste-pastorali. La natura è valorizzata come fonte di saggezza; una siepe, una pietra, un fiore, una pianta, risultano umanizzati in concetti personali e motivati da pertinente stato d’animo, che partecipa con il pensiero, la parola, la frase a dedurre poesie di delicata sensibilità.

Il mare, l’orizzonte sono visti in una specula di liberazione dalla quotidianità, come spazi senza confini, forse intesi in una metafisica che valica anche i sogni e si identifica con una realtà astratta, dove il dolore trova conforto e le vicissitudini umane sono considerate in un clima di serena meditazione.

L’uomo è sempre il tema prevalente, circoscritto nell’ambito dello spazio delle azioni comuni e nell’indole che si specifica in carattere.

Il poeta medesimo si pone allo specchio della sua realtà e desume riflessi per alimentare la fantasia, con estrosa abilità di motivazioni, e il gergo si apre ad espressioni puntualizzano la semantica del modo di dire specificatamente adatta alla idoneità della frase concepita nella essenzialità del contesto che racchiude.

Giuseppe Motta ripone l’ispirazione nella istintività espressiva, che si avvale di concetti chiari, espliciti, e il valore poetico è desunto dalla intuizione che si fa tenerezza di idee, delicatezza di fantasia. Il dettato poetico è schietto, libero da articolazioni superflue; taluni componimenti hanno la temperanza di poesie greche per la duttilità espressiva con cui sono caratterizzate.

Il tono lirico è scorrevole, reso con la partecipazione del sentimento nella correlazione della emotività che diviene canto corale.

Michelangelo Mazzeo

 

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