Seddio Pietro, Guido Gozzano

Seddio Pietro, Guido Gozzano

Prodotto nr.: AD333
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Sono oltremodo convinto che se oggi chiediamo di Guido Gozzano in tanti risponderanno ch’egli è stato il "poeta crepuscolare", ma sono altrettanto convinto che tantissimi, ma tantissimi, poco o nulla sanno aggiungere a quella definizione in quanto sconoscono del tutto l’autore e la sua opera così copiosa quanto importante volendo aggiungere di sicuro riferimento che ancora oggi risulta essere valida e s’inserisce in un preciso contesto letterario non solo della nostra storia letteraria quanto in quella più vasta europea.

Seppur breve la sua vita (morì a soli 33 anni) lasciò un patrimonio letterario di assoluto rispetto non solo per la mole di opere quanto per la profondità della sua tematica che viene ad inserirsi in un preciso contesto letterario nel quale altri autori sono presenti. Ma è certo che l’opera di Guido Gozzano, per un verso, è differente e forse non teme confronti. Tanto breve la sua vita quanto copiosa la sua produzione così variegata.

Il tentativo di rileggerlo, ripresentarlo vuole avere uno scopo didattico scevro da presupposti accademici perché sono convinto che tanto l’esposizione è semplice quanto più si può sperare in un numero maggiore di lettori i quali spinti da vari motivi, anche contrastanti, sapranno cogliere l’essenza di queste pagine e arrivare, alla fine del percorso, a conoscere più a fondo questo autore per cui non ci si limiterà alla sola definizione scontata, in quanto si potrà essere in grado di argomentare, con più dettagli - anche nozionistici - sulla sua opera.

Un percorso umano quanto letterario che si propone con l’intento di approfondimento per saldare quella lacuna scolastica che, ahimé, per tante circostante relega tanti autori in un cantuccio in quanto si insiste sempre con i soliti e arcinoti autori nonostante - grazie a Dio - la nostra letteratura è ricca di uomini di pensiero i quali hanno scritto pagine e pagine veramente immortali.

A volta sembra che la nostra letteratura, escludendo i soliti Dante, Petrarca, Manzoni e qualche altro (il gettonato Leopardi, lo stesso Foscolo, per alcune sue celebri poesie), sia povera di contenuti e quando si finiscono le scuole (soprattutto le "superiori") il nostro apprendimento risulta estremamente povero e quanto mai incompleto. Certo non è mia intenzione accusare un sistema inidoneo scolastico (a suo favore dico che il vasto programma letterario non consente maggiori approfondimenti) ma vuole solo far risaltare che la mancanza o la non conoscenza di taluni "grandi" della nostra letteratura è sintomo di ristrettezza culturale tanto che i nuovi docenti andranno avanti, nel loro compito educativo, ricalcando gli stessi percorsi che loro hanno seguito per cui la "voragine" non si riuscirà mai a colmarla.

Tra l’altro certi nuovi orientamenti didattici non prevedono ulteriori miglioramenti per la crisi (in tutti i sensi) che investe oggi il panorama scolastico di ogni grado ed ordine. E se per un certo verso si può essere d’accordo con quanti (i loro poteri decisionali assai discutibili) propongono l’inserimento di nuove discipline (certamente più tecniche che si rapportano alle nuove esigenze di mercato) volendo considerare che le ore di studio sono sempre quelle, non si può non evidenziare che un simile nuovo proponimento riduce quelle altre materie che invece hanno bisogno di più approfondimento.

E questo succede anche per quegli indirizzi classici, purtroppo, i quali dovrebbero avere più disponibilità e possibilità. Le cose, almeno per il momento, sono diametralmente opposte. E se poi aggiungiamo che c’è poca predisposizione alla lettura, all’approfondimento, il panorama che ci si presenta è da considerare desolante.

Certo non si ha la pretesa di voler riformare uno stato di cose, ma solo ci si propone per consentire una rilettura (o riscoperta) di un autore - nel caso specifico - che abbisogna della nostra massima attenzione perché alla fine, oltre al nostro intelletto, riusciremo a trovare delle positive coordinate che tanto apporto potranno dare, positivamente, al nostro vivere nel rapporto con la società della quale siamo (seppur umilmente) protagonisti...